IL CORSO
Il corso di PsicoDizione è strutturato in due settimane intensive di lavoro.
Il lavoro si sviluppa quotidianamente per 13 giorni continuativi e tratta 2 aspetti fondamentali:
1) Non percepire "il blocco" quando si parla;
2) Canalizzare l’emozione in modo funzionale:
Vediamoli più nel dettaglio:
1) Bisogna riuscire a creare i singoli suoni che compongono ogni parola ed ogni frase in modo consapevole, gustandoli uno ad uno. Ciò produce 2 effetti molto interessanti: il primo è quello di migliorare la propria estetica della parola. I tempi interni della frase vengono davvero creati istante per istante. Nulla è detto troppo in fretta o troppo lentamente o per caso o per mascherare un blocco percepito, ma ogni passaggio è voluto e gustato.
Il secondo effetto è quello di “occupare le proprie attenzioni” totalmente nel raggiungimento di questa buona estetica e dell’incontro con l’interlocutore e dunque non arriverà la percezione interna dell’inceppo od il pensiero di cosa le altre persone potrebbero pensare di noi, ecc..
Tutto questo crea la sensazione di un pensiero mantenuto lineare, crea la certezza della coordinazione fra pensiero e parola spesso assente nelle persone che, in presenza di emozione, tendono ad avere anche un linguaggio tentennante.
2) Il secondo aspetto che viene lavorato durante il corso è l’imparare a vivere causativamente, attivamente, lo stato emotivo. Solitamente, in presenza di emotività, di un pubblico, di fretta, di un imprevisto, si sperimenta una sorta di contrazione anche a livello fisico: quasi una concentrazione di energia in qualche zona del corpo ( il diaframma, lo stomaco, mascelle, occhi, oppure, all’opposto, una totale stasi, un’assenza). Quella sensazione fisica di blocco crea un’esplosione verso sé stessi e la conseguenza è che il linguaggio stenta.
Cosa accadrebbe se si riuscisse ad utilizzare quell’energia per essere più forti nella comunicazione?
L’obiettivo è proprio quello di far vivere attivamente lo stato di stress canalizzando e quindi trasformando qualcosa che solitamente viene temuto, perché rende più deboli di quanto si vorrebbe, in qualcosa che renda forti ma soprattutto lucidi e presenti e “con l’altro” quando si parla.
Tutti questi aspetti vengono non solo imparati durante le due settimane, ma percepiti ed usati.
Sono strumenti pratici a tutti gli effetti. Solo così ogni partecipante ha la possibilità di sperimentarli già nella seconda settimana di corso, in situazioni di vita reale. In questo modo la competenza nel gestirsi situazioni diverse aumenta e quindi si diventa comunicatori migliori. Al contempo, accumulando risultati positivi, toglierò sempre più forza all'ansia e questa diminuirà nel tempo.
Il nostro scopo quando insegniamo è quello di rendere indipendenti i partecipanti nella gestione delle situazioni il prima possibile. E’ per questo che l’impegno quotidiano nelle due settimane è di due ore circa e non di 6 od 8. Durante le due ore di lavoro insieme vengono loro spiegati gli elementi che costituiscono la comunicazione e come questi vadano allenati. Spetterà ad ognuno, poi, “sperimentarseli addosso” in modo individuale così da renderli totalmente di loro gestione. Si deve avere il tempo di allenarsi “a casa” studiando come quel nuovo tassello della comunicazione venga percepito da lui, come vibri come sia facile od anche difficile inizialmente crearlo ed applicarlo. E’ solo così che ogni ragazzo, bambino od adulto creerà delle vere trasformazioni dentro di sé, non certo lavorando “a pappagallo” ore di fila sullo stesso esercizio. Non si diventerebbe consapevoli di ciò che si produce.
La seconda settimana di corso poi, saranno loro a confrontarsi con le loro specifiche situazioni di paura. Dovranno, quindi, già essere competenti nella gestione di più elementi per ottenere i loro successi.
Come può PsicoDizione ottenere così grandi successi se non lavora sulla rieducazione respiratoria, sul rilassamento della persona, sul seguire un ritmo, sull’emissione del primo suono…….?
Come può PsicoDizione ottenere così tanti successi con tipologie molto diverse di balbuzie ( quella con le ripetizioni, quella con i tic, quella dove la persona “non appare”nemmeno balbuziente, ma lo sa lui che usa i sinonimi o i giri di parole, ecc..) e con gravità molto diverse?
A tutte queste domande si risponde facilmente comprendendo COME SI ARRIVA ALLA PRODUZIONE DELL' INCEPPO NEL LINGUAGGIO? (QUALI SONO LE TAPPE che portano al manifestarsi del blocco o della disfluenza? Le tappe sono 4.
1° tappa: la persona sa cosa vuole dire
2° tappa: la persona percepisce internamente l'arrivo di un suono "inceppato";
3° tappa: la persona si spaventa di questa percezione;
4° tappa: la persona ricerca velocemente di trovare una soluzione al blocco che ha già sentito dentro sè. In questa fase tutte le energie sono finalizzate a mascherare l'inceppo, a fare di tutto perchè l'interlocutore non si accorga che ci si sta per inceppare. E' proprio in questa stessa fase che ogni persona manifesta la propria tipologia di inceppo: chi forza il suono con smorfie di viso od occhi, chi cerca sinonimi o giri di parole per evitare "quel" suono, chi inserisce intercalari per prendere tempo, chi mette sotto sforzo la respirazione, ecc..
Dunque, tutto parte dentro noi in fase 2 e PsicoDizione agisce proprio in questa fase: permette alla persona di non percepire il disagio, di mantenere il pensiero fluido così non si creerà nè la fase 3 né tantomeno la 4.
Noi non agiamo sulla fase 4 come tutte le altre metodiche. Non desideriamo coprire i blocchi con artifici o fare costantemente braccio di ferro col blocco. Noi desideriamo rendere più forte le persona con le sue proprie abilità e dunque dobbiamo evitare che percepisca il blocco in mente, così da mantenere i pensiero fluido e così da poter dedicare la totalità delle sue energie nel sentirsi comodo insieme con l’altro nella comunicazione che sta creando istante per istante.
Se cercassimo di agire sulla fase 4, cioè sulla rieducazione respiratoria, sul cercare di rilassare la persona, o altro, otterremmo miglioramenti ad ansia medio -bassa. Probabilmente questo livello di ansia era già gestibile con i "vecchi" stratagemmi. La confusione e la nebbiolina mentale riemergono, proprio in situazione di emotività alta, è lì che si dve agire, lì che bisogna rendere forti i ragazzi.