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Sembrava uno dei tanti anelli
della solita catena.
La catena che mi stringeva ormai da anni e
che per via di un perverso circolo vizioso
si era ormai rafforzata e consolidata senza
possibilità di spezzarsi. Ma oggi non è più
stato così. Oggi il primo dei tanti anelli
di questa catena si è rotto, e gli altri
anelli forse stanno già tremando al pensiero
di doversi sciogliere. |
E’ proprio questa la condizione in cui mi sono
sentito in tutti questi anni: legato da una
catena.
Mi chiedevo perché quando ero piccolo non mi
piacevano le cene con gli amici dei miei, i pranzi
con altri bambini in vacanza, o i pomeriggi al
doposcuola. Sembra incredibile, ma non me ne ero
mai reso conto prima di questa sera.
Non mi ero mai reso conto di quante cose avrei
sempre voluto dire, ma non le dicevo solo per il
fatto che vedevo un blocco davanti a me. Questa
sera invece ho proprio vissuto l’atmosfera in
diretta. Prima mi viene in mente una storia,
buffa, stupida, non importa: in Finlandia ieri è
stata pagata la multa per un’infrazione stradale
più grossa della storia: 170mila euro. In
Finlandia infatti le multe stradali non hanno una
quota fissa, ma sono in base il reddito, e quindi
questo “povero” miliardario si è potuto vedere
multare una tale cifra per essere passato col
semaforo rosso.
Una storia come tante altre. Come mille altre. Una
delle tante storie che si possono raccontare a
tavola agli amici, una delle mille cose che si
possono dire per intrattenere una conversazione. A
me questa la aveva raccontata un collega oggi al
lavoro, leggendola da internet. E questa sera mi è
venuta voglia di raccontarla a tavola. Ma il
pensiero è stato subito soffocato dall’idea che
non sarei riuscito a raccontarla tutta senza
balbettare. E quindi mi stavo già rassegnando a
stare zitto e ad aspettare che fossero gli altri a
parlare. Quante volte ho vissuto questa
condizione, quante! Ma prima d’ora non me ne ero
mai reso conto veramente. Sentivo come una parte
di me il fatto che spesso non potessi raccontare
una cosa in pubblico, quasi come non ne fossi
capace. Ma questa sera è scattato in me qualche
cosa di diverso. Avevo in mente le parole di
Chiara, i suoi consigli e i risultati che avevo
già potuto sperimentare. E allora mi sono
lanciato, proprio come con un paracadute, ed ho
provato ad applicare i suoi metodi.
E il pensiero dei blocchi ha iniziato a essere
offuscato dal pensiero dei punti di appoggio della
frase.
La paura di balbettare non era scomparsa, ma io
non ci pensavo più perché ero intento a
strutturare la frase in quel modo.
E così è iniziato un viaggio. Mi sono sentito
liberato da quella odiosa catena che mi ha tenuto
legato per anni. E il discorso è arrivato fino al
fondo, senza un minimo inceppamento.
Poche volte nella mia vita credo di avere provato
una tale sensazione di libertà!! Probabilmente ora
dall’esterno le persone non vedranno tanto in me
la guarigione della balbuzie, ma vedranno in me
una persona che ha voglia di comunicare, di
parlare, di esprimersi, di raccontare! Cose
normali per i non-balbuzienti, ma che sono
un’ardua conquista per noi balbuzienti.
Questo credo che sia solo il primo passo di
un lungo processo, ma fin da ora, Chiara, ti
posso dire un GRAZIE di cuore, per essere riuscita
a darmi una grossissima libertà, che mi permetterà
di andare a raccontare al mondo intero come
pagano le multe in Finlandia! |