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Fin dalla prima infanzia mia madre si
è sempre preoccupata del mio linguaggio e della mia
timidezza In seconda elementare ricordo ancora che
un mio compagno mi ha chiesto perché balbettavo, e
cosa gli rispondi? Tanto le recite di Natale le
facevano sempre gli altri! Sia alle elementari che
alle medie gli stati d’ansia massimi si
manifestavano durante i momenti di lettura ad alta
voce, non mi spaventavano le interrogazioni.
Malgrado alcuni pareri di “specialisti” che dicevano
che i miei erano solo lievi imperfezioni di
linguaggio, a me il mio stato era ben chiaro: con la
balbuzie ci stavo male! E come se non bastasse, il
tutto era accompagnato anche da molta timidezza e
vergogna perché molto magro e bruttino. Io comunque
continuavo a sperare che crescendo tutto sarebbe
migliorato. Sono arrivato alle superiori a Genova e
l’unica cosa che andava avanti era la classe ma
della sospirata crescita di personalità nemmeno
l’ombra. Durante le estati intanto si andava a
lavorare a Genova, c’era da parlare parecchio,
rispondere al telefono, rispondere a battute di
colleghi.
Durante la visita di leva un medico dopo avermi
chiesto cosa volessi fare dopo la maturità e
sentendomi parlare in quel modo, alla mia risposta
di voler frequentare l’università mi disse
testualmente: “ma dove vuoi andare? Guarda che se
balbetti non riesci a far niente!”.
E’ nell’estate del 1990 che decido di partecipare al
corso di Mastrangeli, basato sulla “musicoterapia”.
Quindici giorni di “vacanza” per cercare di
migliorare i miei problemi di dizione. Mi ricordo
una sola seduta dalla psicologa di non più di
quindici minuti, tutto il resto si basava
sull’apprendere una tecnica “cantilenata”,
decisamente difficile da applicare all’esterno
perché troppo “strana” che poteva andare bene per
alcuni, ma non affrontava assolutamente il problema
in maniera profonda e personalizzata. Eravamo in
tanti, una trentina o più e mi rimase impressa una
ragazzina di 15 anni di Reggio Emilia, una certa
Chiara Comastri che aveva più blocchi di me ma aveva
100.000 volte più voglia di me di guarire, di uscire
dal problema.
Tornato a casa per alcuni giorni ho parlato un po’
più lentamente e poi via con le mie classiche
partenze al fulmicotone puntualmente seguite da “
Eh?! Cosa hai detto?” dell’interlocutore e la
ripartenza era sempre un ostacolo insormontabile. Ho
superato l’esame di maturità alla mia solita
maniera, con bocca chiusa, velocità sparata,
intonazione piatta e ogni tanto qualche piccolo
blocco.
Si arriva all’università parlando sempre alla stessa
maniera, i contenuti ci sono, ma invece di rendere
10… rendo 8, mi accontento. Si arriva alla
discussione della tesi mediamente in ansia e mi
salva il fatto che in sala c’erano solo la
commissione e i parenti stretti.
Alcuni miglioramenti li ho ottenuti crescendo,
grazie al dover affrontare, quotidianamente sul
lavoro, situazioni di ansia e dovendomi relazionare
professionalmente con personaggi dalla parlantina
fluente e chiara che storcevano la bocca ogni
qualvolta io non ero chiaro durante l’esposizione.
Questo mi è servito per migliorare la lotta alla
balbuzie, per diventare più sicuro di me, ma la mia
dizione rimaneva scialba, non convincente e
tremolante. Tuttavia i momenti di scoramento si
susseguivano con diversi livelli di gravità: mi
ricordo con dolore un mio superiore nel 1998 che mi
disse “Ma quand’è che imparerai a parlare?”.
Si arriva quindi velocemente ai nostri giorni,
quando nel novembre 2002 mi viene voglia di
cercare su internet quella Chiara Comastri
conosciuta nel 1990; la trovo. Nel frattempo si
è laureata in Psicologia. Mi racconta di come
nemmeno lei abbia ottenuto miglioramenti dal corso
che avevamo frequentato insieme 12 anni prima, e di
come, invece, abbia superato il suo problema di
balbuzie grazie ad un approccio completamente
diverso! Mi convinco, sentendo la fluidità con cui
mi stava parlando, che, il suo, può essere un
sistema valido anche per me per dare l’ultima
spallata alla balbuzie dopo averci convissuto e
combattuto per 30 anni.
Decisione presa: mi iscrivo al corso di luglio 2003
e fin da subito mi colpisce l’abbinamento geniale
e super efficace della tecnica abbinata
all’approccio psicologico quasi personalizzato.
La tecnica è l’arma che Chiara mi affida per
superare tutti quei pensieri, atteggiamenti o
semplicemente effetti che mi derivano dall’essere
balbuziente, per sentirmi finalmente bene con la mia
parlata, essere “causa” di quello che dico e di come
lo dico, non dovendo quindi cambiare parola,
inserire piccoli “trampolini” o addirittura stare
zitto come mi è capitato tante volte. Per me è
stata una sensazione mai provata in 30 anni di vita!
L’approccio di Chiara è completo e supportato da 10
anni di esperienza a fianco di balbuzienti ognuno
con le loro fobie e patemi tutti personali, questo
le consente di avere la spiegazione adeguata ad ogni
comportamento e soprattutto la soluzione opportuna
affinchè ogni partecipante affronti le situazioni di
maggiore ansia in modo corretto usando la tecnica
per eliminare qualsiasi problema.
Il bello, poi, è che il corso non finisce con
l’assegno e una stretta di mano, ma continua anche
dopo, con la garanzia che Chiara ed il gruppo sono
sempre lì, pronti a sostenerti, a farti migliorare,
a farti apprendere l’uso di strategie adeguate per
superare le “tentazioni” della balbuzie , oltre che
per scambiarsi esperienze e punti di debolezza e di
forza. E’ importantissimo per me sapere di non
essere solo lungo questo “grande gioco di
trasformazione”. La bacchetta magica non esiste ma
l’approccio tecnico e psicologico è secondo me
sicuramente vincente per questo tipo di problema.
Fin da subito ho avuto un notevole miglioramento
con la scomparsa totale di blocchi e soprattutto ho
sentito una sensazione di sicurezza e “potenza” mai
percepita prima che mi ha portato a recuperare
chiarezza e naturalezza nell’esposizione verbale.
Occorre certamente tanta costanza e volontà da parte
mia per migliorare e poter uscire completamente
dalla porta della balbuzie, ma sicuramente non so
come ringraziare quel motore di ricerca su internet
che mi ha fatto ritrovare Chiara dopo tanti anni!!
Pietro Ottonello |