Pietro
32 anni
Ciao, io sono Pietro e sono nato il 23 settembre 1972. La mia storia di balbuziente inizia molto presto, avevo infatti solo 16 mesi quando è nato il mio fratellino e da quel momento ho lasciato scena e poltrona solamente a lui, io che ero nato dopo 9 anni di attesa.
Fin dalla prima infanzia mia madre si è sempre preoccupata del mio linguaggio e della mia timidezza In seconda elementare ricordo ancora che un mio compagno mi ha chiesto perché balbettavo, e cosa gli rispondi? Tanto le recite di Natale le facevano sempre gli altri! Sia alle elementari che alle medie gli stati d’ansia massimi si manifestavano durante i momenti di lettura ad alta voce, non mi spaventavano le interrogazioni.
Malgrado alcuni pareri di “specialisti” che dicevano che i miei erano solo lievi imperfezioni di linguaggio, a me il mio stato era ben chiaro: con la balbuzie ci stavo male! E come se non bastasse, il tutto era accompagnato anche da molta timidezza e vergogna perché molto magro e bruttino. Io comunque continuavo a sperare che crescendo tutto sarebbe migliorato. Sono arrivato alle superiori a Genova e l’unica cosa che andava avanti era la classe ma della sospirata crescita di personalità nemmeno l’ombra. Durante le estati intanto si andava a lavorare a Genova, c’era da parlare parecchio, rispondere al telefono, rispondere a battute di colleghi.
Durante la visita di leva un medico dopo avermi chiesto cosa volessi fare dopo la maturità e sentendomi parlare in quel modo, alla mia risposta di voler frequentare l’università mi disse testualmente: “ma dove vuoi andare? Guarda che se balbetti non riesci a far niente!”.
E’ nell’estate del 1990 che decido di partecipare al corso di Mastrangeli, basato sulla “musicoterapia”. Quindici giorni di “vacanza” per cercare di migliorare i miei problemi di dizione. Mi ricordo una sola seduta dalla psicologa di non più di quindici minuti, tutto il resto si basava sull’apprendere una tecnica “cantilenata”, decisamente difficile da applicare all’esterno perché troppo “strana” che poteva andare bene per alcuni, ma non affrontava assolutamente il problema in maniera profonda e personalizzata. Eravamo in tanti, una trentina o più e mi rimase impressa una ragazzina di 15 anni di Reggio Emilia, una certa Chiara Comastri che aveva più blocchi di me ma aveva 100.000 volte più voglia di me di guarire, di uscire dal problema.
Tornato a casa per alcuni giorni ho parlato un po’ più lentamente e poi via con le mie classiche partenze al fulmicotone puntualmente seguite da “ Eh?! Cosa hai detto?” dell’interlocutore e la ripartenza era sempre un ostacolo insormontabile. Ho superato l’esame di maturità alla mia solita maniera, con bocca chiusa, velocità sparata, intonazione piatta e ogni tanto qualche piccolo blocco.
Si arriva all’università parlando sempre alla stessa maniera, i contenuti ci sono, ma invece di rendere 10… rendo 8, mi accontento. Si arriva alla discussione della tesi mediamente in ansia e mi salva il fatto che in sala c’erano solo la commissione e i parenti stretti.
Alcuni miglioramenti li ho ottenuti crescendo, grazie al dover affrontare, quotidianamente sul lavoro, situazioni di ansia e dovendomi relazionare professionalmente con personaggi dalla parlantina fluente e chiara che storcevano la bocca ogni qualvolta io non ero chiaro durante l’esposizione. Questo mi è servito per migliorare la lotta alla balbuzie, per diventare più sicuro di me, ma la mia dizione rimaneva scialba, non convincente e tremolante. Tuttavia i momenti di scoramento si susseguivano con diversi livelli di gravità: mi ricordo con dolore un mio superiore nel 1998 che mi disse “Ma quand’è che imparerai a parlare?”.
Si arriva quindi velocemente ai nostri giorni, quando nel novembre 2002 mi viene voglia di cercare su internet quella Chiara Comastri conosciuta nel 1990; la trovo. Nel frattempo si è laureata in Psicologia. Mi racconta di come nemmeno lei abbia ottenuto miglioramenti dal corso che avevamo frequentato insieme 12 anni prima, e di come, invece, abbia superato il suo problema di balbuzie grazie ad un approccio completamente diverso! Mi convinco, sentendo la fluidità con cui mi stava parlando, che, il suo, può essere un sistema valido anche per me per dare l’ultima spallata alla balbuzie dopo averci convissuto e combattuto per 30 anni.
Decisione presa: mi iscrivo al corso di luglio 2003 e fin da subito mi colpisce l’abbinamento geniale e super efficace della tecnica abbinata all’approccio psicologico quasi personalizzato. La tecnica è l’arma che Chiara mi affida per superare tutti quei pensieri, atteggiamenti o semplicemente effetti che mi derivano dall’essere balbuziente, per sentirmi finalmente bene con la mia parlata, essere “causa” di quello che dico e di come lo dico, non dovendo quindi cambiare parola, inserire piccoli “trampolini” o addirittura stare zitto come mi è capitato tante volte. Per me è stata una sensazione mai provata in 30 anni di vita!
L’approccio di Chiara è completo e supportato da 10 anni di esperienza a fianco di balbuzienti ognuno con le loro fobie e patemi tutti personali, questo le consente di avere la spiegazione adeguata ad ogni comportamento e soprattutto la soluzione opportuna affinchè ogni partecipante affronti le situazioni di maggiore ansia in modo corretto usando la tecnica per eliminare qualsiasi problema.
Il bello, poi, è che il corso non finisce con l’assegno e una stretta di mano, ma continua anche dopo, con la garanzia che Chiara ed il gruppo sono sempre lì, pronti a sostenerti, a farti migliorare, a farti apprendere l’uso di strategie adeguate per superare le “tentazioni” della balbuzie , oltre che per scambiarsi esperienze e punti di debolezza e di forza. E’ importantissimo per me sapere di non essere solo lungo questo “grande gioco di trasformazione”. La bacchetta magica non esiste ma l’approccio tecnico e psicologico è secondo me sicuramente vincente per questo tipo di problema.
Fin da subito ho avuto un notevole miglioramento con la scomparsa totale di blocchi e soprattutto ho sentito una sensazione di sicurezza e “potenza” mai percepita prima che mi ha portato a recuperare chiarezza e naturalezza nell’esposizione verbale.
Occorre certamente tanta costanza e volontà da parte mia per migliorare e poter uscire completamente dalla porta della balbuzie, ma sicuramente non so come ringraziare quel motore di ricerca su internet che mi ha fatto ritrovare Chiara dopo tanti anni!!
Pietro Ottonello
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