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Testimonianze
Gianluca
24 anni, ingegnere

Sembrava uno dei tanti anelli della solita catena. La catena che mi stringeva ormai da anni e che per via di un perverso circolo vizioso si era ormai rafforzata e consolidata senza possibilità di spezzarsi.

Ma oggi non è più stato così. Oggi il primo dei tanti anelli di questa catena si è rotto, e gli altri anelli forse stanno già tremando al pensiero di doversi sciogliere. E’ proprio questa la condizione in cui mi sono sentito in tutti questi anni: legato da una catena.

Mi chiedevo perché quando ero piccolo non mi piacevano le cene con gli amici dei miei, i pranzi con altri bambini in vacanza, o i pomeriggi al doposcuola. Sembra incredibile, ma non me ne ero mai reso conto prima di questa sera.
 
Non mi ero mai reso conto di quante cose avrei sempre voluto dire, ma non le dicevo solo per il fatto che vedevo un blocco davanti a me. Questa sera invece ho proprio vissuto l’atmosfera in diretta. Prima mi viene in mente una storia, buffa, stupida, non importa: in Finlandia ieri è stata pagata la multa per un’infrazione stradale più grossa della storia: 170mila euro.
 
In Finlandia infatti le multe stradali non hanno una quota fissa, ma sono in base il reddito, e quindi questo “povero” miliardario si è potuto vedere multare una tale cifra per essere passato col semaforo rosso. Una storia come tante altre. Come mille altre. Una delle tante storie che si possono raccontare a tavola agli amici, una delle mille cose che si possono dire per intrattenere una conversazione. A me questa la aveva raccontata un collega oggi al lavoro, leggendola da internet. E questa sera mi è venuta voglia di raccontarla a tavola. Ma il pensiero è stato subito soffocato dall’idea che non sarei riuscito a raccontarla tutta senza balbettare. E quindi mi stavo già rassegnando a stare zitto e ad aspettare che fossero gli altri a parlare. Quante volte ho vissuto questa condizione, quante! Ma prima d’ora non me ne ero mai reso conto veramente. Sentivo come una parte di me il fatto che spesso non potessi raccontare una cosa in pubblico, quasi come non ne fossi capace. Ma questa sera è scattato in me qualche cosa di diverso. Avevo in mente le parole di Chiara, i suoi consigli e i risultati che avevo già potuto sperimentare. E allora mi sono lanciato, proprio come con un paracadute, ed ho provato ad applicare i suoi metodi. E il pensiero dei blocchi ha iniziato a essere offuscato dal pensiero dei punti di appoggio della frase. La paura di balbettare non era scomparsa, ma io non ci pensavo più perché ero intento a strutturare la frase in quel modo. E così è iniziato un viaggio. Mi sono sentito liberato da quella odiosa catena che mi ha tenuto legato per anni. E il discorso è arrivato fino al fondo, senza un minimo inceppamento. Poche volte nella mia vita credo di avere provato una tale sensazione di libertà!! Probabilmente ora dall’esterno le persone non vedranno tanto in me la guarigione della balbuzie, ma vedranno in me una persona che ha voglia di comunicare, di parlare, di esprimersi, di raccontare! Cose normali per i non-balbuzienti, ma che sono un’ardua conquista per noi balbuzienti. Questo credo che sia solo il primo passo di un lungo processo, ma fin da ora, Chiara, ti posso dire un GRAZIE di cuore, per essere riuscita a darmi una grossissima libertà, che mi permetterà di andare a raccontare al mondo intero come pagano le multe in Finlandia!